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Stazzema - Foto tratta da www.turismo.intoscana.it

Comune di Stazzema

Indirizzo: Piazza Europa,6 - 55040 Stazzema LU
Telefono: 0584.77521
Sito web:
www.comune.stazzema.lu.it
Email: comune.stazzema@postacert.toscana.it


Altitudine: da 150 a 1.850m s.l.m.
Abitanti: stazzemesi, 3281

Sindaco: Maurizio Verona

Stazzema

Il territorio di Stazzema è un territorio tutto da scoprire e racchiude in sé comunità millenarie che ci hanno lasciato una eredità straordinaria in termini di bellezze e di ambiente da vivere. Bellezze spesso nascoste nei boschi o addirittura all’interno di cavità carsiche fatte di cunicoli invisibili all’occhio o capaci di mozzare il fiato come la Pania della Croce, regina delle Apuane o il Monte Forato in cui il 21 giugno si può vedere il passaggio del sole. Un territorio felice, rigoglioso, legato alle proprie tradizioni, in cui l’arte, la cultura, i mestieri tradizionali, vanno a braccetto con la modernità, in cui le strade si mescolano alle antiche mulattiere che da sempre collegano i Paesi e consentivano i rapporti tra i diversi borghi e gli scambi culturali e commerciali tra le diverse comunità e gruppi di case. Il Comune di Stazzema si estende, nonostante la vicinanza al mare, interamente ad altitudini collinari e montane, trovandosi infatti nelle Alpi apuane. Si compone di 17 frazioni abitate ed una Col di Favilla ormai abbandonata.

Un po' di storia

Il territorio stazzemese fu abitato fin dall'età del ferro e poi dagli etruschi come testimoniano dei ritrovamenti di sepolture preromane e le numerose incisioni rupestri presenti in Cardoso, Terrinca ed Arni. Il territorio fu abitato dai Liguri Apuani e strenuamente difeso con i lunghi pennati, che costituiva l’arma tipica delle popolazioni autoctone, dagli attacchi dei Romani che furono pesantemente sconfitti nel 186 a.C. presso il cosiddetto Saltus Marcius individuato da alcuni storici locali nella gola che collega l'attuale paese di Pontestazzemese all'abitato di Cardoso. La risposta di Roma fu tremenda e portò alla deportazione delle popolazioni liguri apuane nel Sannio. In età medioevale si svilupparono i borghi le cui origini sono molto diverse, testimoniate dai toponimi, che hanno portato diverse bellezze di cui è ricco il territorio, Pievi, chiese, tra cui la bellissima Pieve di Santa Maria Assunta del paese capoluogo. Ogni borgo mantiene una propria caratteristica e una propria tipicità, oltre che un proprio Santo Patrono ed una propria festività. Con il Lodo di Papa Leone Decimo del 1513, dopo essere stato oggetto di contese tra Lucca e Firenze e gli stati limitrofi, il territorio di Stazzema fu annesso al Capitanato di Pietrasanta sotto la Signoria Fiorentina: Stazzema era da secoli nota per le sue attività manifatturiere per la presenza in zona di numerose miniere della Versilia, che qualcuno fa risalire addirittura agli Etruschi, ma che sicuramente appartengono al periodo Romano, e che interessano tutta l’area che va da Valdicastello, attraversa tutto il territorio di Sant’Anna per spostarsi poi alla zona di Farnocchia, di Mulina, di Gallena , del Cardoso ed infine al di là della Pania, a Fornovolasco nei pressi di quella che attualmente viene chiamata Grotta del Vento. Ci sono poi altri siti minerari vicino a Ripa di Seravezza e a Levigliani dove esistevano e ancora ci sono tracce due miniere di minerale di mercurio. La toponomastica della zona è ancora sintomatica delle attività estrattive. Oltre al paese di Gallena che prende appunto il nome dal minerale estratto in quella zona “galena argentifera” esistono altre località chiamate “argentiera” e precisamente a Sant’Anna e vicino a Ruosina di Seravezza. Esistono infine nel territorio del comune di Stazzema le località di Calcaferro e di Buca della Vena dove veniva estratto il minerale di ferro. Sull’intero territorio esistono ancora vari manufatti (archeologia mineraria), vecchie gallerie e nel fondovalle vecchie infrastrutture che nei secoli scorsi erano ferriere. Questa vocazione manifatturiera ed estrattiva trovava riscontro nell’antico stemma della vicaria di Stazzema (andato perduto) e di cui si ha notizia nei Commentarii di Vincenzo Santini che raccontano cje lo stemma perduto riportava al centro un braccio coperto di armatura in atto di battere un martello sull’incudine rappresentato nel colore nero che campeggiava nello stemma. Gli altri colori, il rosso e l’azzurro, erano propri della comunità. Col passare del tempo, lo stemma è stato completamente modificato. Nello stemma attuale comparso dopo l’Unità d’Italia l’antico lavoro è ricordato da due pestelli neri, posti accanto al giglio fiorentino, sormontato da un castello e illuminato da un sole d’oro.
In Stazzema fu attiva per lungo tempo la scuola pittorica di Filadelfo Simi, pittore nato a Levigliani, che aveva scelto Firenze per l’insegnamento, ma che in estate trasferiva in Stazzema la sua dimora ed il suo studio che dopo la sua morte fu portato avanti dalla figlia Nerina. Alla scuola stazzemese appresero l’arte pittorica centinaia di pittori ancora attivi in tutto il mondo.
La frazione di Sant’Anna di Stazzema, che oggi conta poche decine di abitanti, è tristemente nota per la strage nazifascista avvenuta il 12 agosto 1944 in cui furono 560 le vittime tra abitanti del paese, versiliesi e persone che provenivano da diverse parti d'Italia, che si trovavano lì perché venuti in villeggiatura: che si erano rifugiati lì come in altre frazioni montane per sfuggire ai tedeschi. Nel 1996 il territorio è stato distrutto da una alluvione il 19 giugno 1996 che fece 13 vittime nel paese di Cardoso. Il territorio è stato recuperato e messo in sicurezza.
 

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