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Foto San Valentino

Comune di San Valentino in Abruzzo Citeriore

Indirizzo: Via Fiume, 4 - 65020 San Valentino in Abruzzo Citeriore (PE) Italy
Telefono: 085.8574131
Sito web: www.comune.sanvalentino.pe.it
Email: info@comune.sanvalentino.pe.it

Altitudine: 450 m slm
Abitanti: 1933, sanvalentinesi

Sindaco: Antonio Saia

San Valentino in Abruzzo Citeriore

Centro collinare a 457 m s.l.m., tra i fiumi Orta e Lavino, situato sulla sponda meridionale del fiume Pescara, un’ estensione territoriale di 16, 35 Kmq, che confina con i territori comunali di Abbateggio, Scafa, Caramanico Terme e Bolognano.

Un po' di storia

Il territorio di San Valentino risulta frequentato fin dalla preistoria. Qui sono stati rinvenuti manufatti paleolitici dell’ Acheuleano, frammenti ceramici dell’ Eneolitico e pitture rupestri nelle grotte Callarelli, Riparo e Grotta Buco Maledetto o Grotta del Gatto. L’età italica è attestata da una necropoli protostorica in contrada S.Angelo, usata anche in età romana. L’età romana è documentata non solo dai vicini toponimi prediali Scagnano, Solcano, Trovigliano, e dal tracciato viario della località Ara della Liscia connesso col ponte romano sull’ Orta del territorio Bolognano. Resti di abitato sono stati rinvenuti a Trovigliano e a Solcano (dove la vicina F.te Almone restituì l’ importante iscrizione Pagi / Ceiani).
San Valentino è feudo dei Normanni Conti di Manoppello e dal 1140 Boemondo di Tarsia; soltanto verso la fine del secolo tornò nel possesso della Badìa Casauriense. Nel XIV sec. vi troviamo gli Acquaviva di Atri, dei quali Corrado ottenne da Roberto d’ Angiò il titolo di Conte di S. Valentino e parteggiava nel 1381 per la regina Giovanna contro Cralo di Durazzo e Gentile fu uno dei migliori capitani del re Ladislao.
Sul finire del XIV sec. troviamo gli Orsini Conti di Manoppello e nel ‘400, dopo l’ assedio di Braccio da Montone, San Valentino risulta infeudata nel 1479 ai Fieschi di Genova. Nel 1487 Ferdinando I D’Aragona concede il feudo di S. Valentino a Organtino Orsini, il cui figlio Francesco vendette il castello nel 1507 a Giacomo de Phrigijs de Tolfa, che come ricorda una lapide posta nell’atrio restaurò il castello. Nel 1583 i de Tolfa vendettero la contea alla duchessa Margherita di Parma moglie di Ottaviano Farnese, per cui entrò a far parte dello stato farne siano fino all’ eversione della feudalità.

Ph Sanelli

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