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Lama dei peligni_cittÓ

Comune di Lama dei Peligni

Indirizzo: Piazza Umberto I, 32, 66010 Lama dei Peligni (CH)
Telefono: 0872/91221
Sito web: www.comunelamadeipeligni.it
Email: info@comune.lamapeligni.ch.it


Altitudine: 669 slm
Abitanti: Lamesi, 1304

Sindaco: Andrea Di Fabrizio

Lama Dei Peligni

Situato a 669 metri di altitudine, il paese è situato tra il fiume Aventino e le falde del massiccio della Majella. Per collegare le due sponde del fiume si sono costruiti vari ponti, che sono crollati tranne uno, che viene chiamato Ponte di ferro, costruito con i pezzi di legno che venivano usati nella costruzione delle rotaie. Vario si presenta l'ambiente di Lama dei Peligni: si va dalla zona a minor altitudine in cui prevalgono vasti querceti passando per le ripide balze rocciose abitate tra l'altro da scoiattoli, caprioli e cinghiali, sino ai territori pianeggianti posti in alta quota in cui vegetano ad esempio le Stelle alpine appenniniche.
Il paese è noto anche come "Comune del Camoscio d'Abruzzo" in quanto ospita la prima area faunistica del Camoscio d'Abruzzo della Majella e non è raro l'avvistamento di esemplari di questa particolare specie appenninica.

Un po' di storia

Il paese è posto a 669 m sul livello del mare, alle pendici del Monte Amaro, alla sinistra dell'alta valle del fiume Aventino e del Parco Nazionale della Majella.
Il nome "Lama" deriva dal termine pre-latino "Lamatura" che significa "terreno dove l'acqua ristagna". "Dei Peligni" venne aggiunto successivamente, nel 1863, ritenendo che il popolo dei Peligni si fosse esteso fino all'Aventino.
Ogni comune possiede uno stemma che è riportato su tutti i documenti comunali e nel sigillo ufficiale, accompagnando cosí tutta la vita l'amministrazione comunale.
Il territorio fu abitato sin dall'epoca preistorica, come testimoniato ampiamente da una serie di pitture rupestri rinvenute nelle grotte della zona e dai resti di un villaggio di epoca neolitica. In "Contrada Fonterossi", proprio nelle vicinanze del sito neolitico, fu rinvenuto, agli inizi del XX secolo, il cosiddetto "Uomo della Maiella", resto umano di una sepoltura preistorica risalente al 7000-5000 a.C.
In età romana, la zona fu abitata dalla tribù italica dei Carecini, di derivazione sannita, distribuita nei centri abitati principali di Cluviae e Juvanum.
Il periodo del Medioevo si caratterizzò per la presenza di alcuni ed eremi, presso cui dimorarono asceti e santi; tra i tanti va menzionato il Beato Roberto da Salle, discepolo di Celestino V, alloggiato presso il locale Eremo di Sant'Angelo.
Lo sviluppo del paese nel campo della produzione della lana si ebbe a partire dall'epoca rinascimentale.
Il paese fu completamente distrutto da violenti terremoti e nella Seconda guerra mondiale; entrato a far parte della Brigata Maiella, il paese fu liberato dai tedeschi il 31gennaio 1944.
Nei pressi è sita la Grotta del Cavallone in cui Gabriele D'Annunzio vi ambientò La figlia di Iorio.

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